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Non la solita formica! Applausi ed emozioni per il saggio di fine anno delle classi quinte del "Daniele"

Pubblicato in data 19 giu 2026
Ultima Revisione in data 19 giu 2026

Quanta meraviglia!

A conclusione del loro primo percorso di studi, gli alunni delle classi quinte della Scuola Primaria Daniele hanno offerto ai loro familiari un saggio finale, a sintesi delle attività educativo-didattiche affrontate quest’ultimo anno.

Alla manifestazione ha presenziato la Dirigente scolastica dell’IC Cena, Prof.ssa A. Mattarolo, che ha seguito il saggio con vivo interesse, nonostante i suoi molteplici impegni. Al termine dell’esibizione, ha espresso sentiti complimenti per il percorso svolto dagli alunni nei cinque anni appena trascorsi, sottolineando anche il prezioso contributo dei docenti e delle famiglie, uniti nel tempo da una significativa sinergia educativa.

Il saggio ha inteso dimostrare quanto gli obiettivi perseguiti siano stati produttivi, in una realtà multiculturale, a favore della formazione globale e dell’espressione del talento di ciascun alunno.

Con “Non la solita formica” è stato portato in scena non un canonico spettacolo, ma un reading teatrale, a seguito della rielaborazione della favola di Esopo “La cicala e la formica”, per costruire un’interpretazione personale, e alternativa, dell’antico testo greco.

Gli spettatori hanno ricevuto in dono un plico con il testo della favola, nelle sue versioni in lingua latina, secondo la traduzione di Fedro, in lingua italiana, come diffusa storia educativa per bambini, ma anche nella rielaborazione originale, inedita, scritta da alcuni dei nostri alunni.

Proprio loro, gli alunni delle classi V A e V B della Scuola Primaria Daniele, hanno lavorato sul testo originale come dei novelli Rodari, superando la norma dei comportamenti stereotipati e della morale d’un tempo. Hanno capovolto i tratti della favola antica, superandone la morale granitica.

E si è mostrata una Formica lavoratrice e previdente, ma anche insensibile ed egoista nei confronti di una Cicala allegra e talentuosa, e non semplicemente spensierata e perdigiorno.

E quando Formica capisce che nel suo cuore non c’è mai stata gioia fino a quando Cicala non si è presentata alla sua porta, a chiedere aiuto, facendo ciò che sapeva fare meglio, in coro, gli alunni hanno intonato la canzone “Ci cale”, già interpretata da H. Parisi nel 1981, che ben si è prestata al relativo gioco di parole.

Riflettendo, insieme, all’insegna del rispetto reciproco, della collaborazione, della sinergia e della condivisione, sono state delineate MORALI DIFFERENTI:

  • Bisogna sempre accogliere il prossimo.
  • Bisogna mantenere equilibrio nei rapporti sociali.
  • Sono necessarie la gentilezza e la generosità reciproca.
  • Non si devono mai giudicare le persone dalla superficie.
  • C’è da pensare al futuro e non solo al presente… Ma bisogna godere del bello e delle gioie che la vita sempre ci offre.
  • Serve accettare le persone per quello che offrono.
  • È giusto pensare a sé stessi, ma senza lasciare indietro nessuno.
  • Si deve considerare che tutti hanno un talento, un potenziale, una capacità utile.

A seguire, con la canzone “Come un pittore” dei Modà, dall’album “Viva i romantici” del 2011, gli alunni hanno sottolineato la forza del colore, per dar voce all’arcobaleno della vita, in cui ciascuno esprime la propria diversità, il proprio talento, il proprio CANTO LIBERO, sintetizzati nell’ossimoro conclusivo: IMPERFETTAMENTE PERFETTI.     

Applausi a scena aperta!!!

Il saggio ha colpito nel segno, lasciando nei presenti una traccia emotiva profonda.

A rendere speciale l’esperienza non è stato soltanto il coinvolgimento personale, ma soprattutto la forza dei messaggi trasmessi: l’accoglienza, la collaborazione, il rispetto delle differenze e il valore del talento di ciascuno.

Un finale intenso e raffinato, capace di trasformare la rilettura di una favola antica in un’occasione di crescita condivisa.

Alle famiglie è stato offerto un semplice ma significativo dono: un sacchetto con un assaggio di sale aromatico e una piantina grassa, scelti per il loro valore altamente simbolico.

Il sale, simbolo di amicizia, ospitalità e buon augurio. Le piante grasse, simbolo di forza, perseveranza e resilienza.

Simboli per la famiglia, bene prezioso, perché possa avere un futuro di fortuna e prosperità, grazie alla continuità nei legami forti e duraturi, grazie alla perseveranza e alla resilienza, preziose qualità che accompagneranno nelle nuove tappe del cammino.

Un ulteriore momento significativo è stato il canto in lingua inglese “Almo Nature for the Planet”, singolo della Fondazione Capellino, 2025.

Questo cammeo musicale ha permesso di richiamare l’attenzione sul tema della tutela ambientale e sull’importanza delle buone pratiche quotidiane. Piccoli gesti, che non richiedono grandi sacrifici, né offrono benefici economici immediati, ma possono contribuire al bene comune e rafforzare in ciascuno la consapevolezza di cooperare per un futuro più responsabile e una versione del mondo migliore, da proteggere insieme.

La manifestazione si è conclusa con un momento simbolico e particolarmente significativo: la consegna del tocco agli alunni, accompagnata da una lettera scritta con sincera emozione e rivolta alle prossime tappe del loro percorso di vita, per continuare a sognare, a sorridere, ad essere protagonisti degli eventi, con onestà e unicità.

A suggellare l’emozione dell’evento, il tradizionale lancio del tocco ha offerto ai presenti un’immagine festosa e ricca di speranza, tra sorrisi, applausi e qualche lacrima di commozione.

Infine, un saluto che non chiude, ma apre al desiderio di ritrovarsi: un po’ più grandi, un po’ più consapevoli, un po’ più amici, un po’ più forti.

 

                   

 

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